Le mie pubblicazioni
Ho iniziato a scrivere professionalmente a ventidue anni. Il mio primo articolo giornalistico risale al 1994, per la rivista Oresette — conservo ancora incorniciato l’assegno di ventiquattromilatrecento lire, il mio primo incasso, il mio decino di Paperone.
In realtà l’avventura era iniziata l’anno prima, come speaker per una radio locale di Bologna, Radio Città 103. L’anno dopo passai a Radio Città del Capo, dove ho militato per circa sette anni. Grazie soprattutto all’attività radiofonica ho ottenuto il tesserino da pubblicista nel 1996 e ho proseguito con le collaborazioni giornalistiche più disparate.
Nel frattempo proseguivo l’università e iniziava la mia militanza cyberpunk: insieme all’amico filosofo Riccardo Balli gestivo la BBS di un centro culturale che a ripensarci oggi definirei fantascientifico, il Link di Bologna. È stata una stagione molto sperimentale, seguivo passioni variegate. Ma si delineavano già i due percorsi principali della mia avventura professionale: il cinema, che mi avrebbe portato alla consulenza editoriale durata quasi un decennio, e la spiritualità, che mi avrebbe portato a importanti esperienze nel mondo dell’editoria periodica e mi avrebbe permesso di scoprire i maestri del Nuovo Pensiero e della Scienza della Mente.
Primo periodo: 1995-2002
La Hollywood d’Oriente – Il cinema di Hong Kong dalle origini a John Woo (Puntozero, 1995)

Esordio complicato, come spesso nella mia vita.
L’editore è Granata Press, nella figura del suo creatore, Luigi Bernardi. Non mi ha mai sopportato, ed era insopportabile, ma è stato uno dei più importanti editori italiani. Siamo due autori, io e l’amico Massimo Mazzoni. Firmiamo il contratto. Stiamo per pubblicare e… Granata Press fallisce.
Per fortuna, per il rotto della cuffia, un altro editore, esordiente — Puntozero, nella duplice figura di Andrea Plazzi ed Edoardo Rosati — miracolosamente si fa carico del libro e lo pubblica.
Grande vanto multimediale: la filmografia è così sterminata che la realizziamo su floppy disk. Floppy disk pagati da noi due autori, che ci incarichiamo anche di mastezzarli, etichettarli, imbustarli e di attaccare con adesivo ogni singolo dischetto alle 2000 copie stampate.
Il Buddhismo tibetano (De Vecchi, 1997 — rieditato come “Trovare il paradiso in terra”, 2022)

Devo la pubblicazione di questo libro principalmente a Carla Fleischli Caporale, allora caporedattrice della rivista Nuova Era e Meditazione, nonché una delle poche persone che mi abbia dato fiducia nella vita.
Mi mise in contatto con la casa editrice De Vecchi e il direttore editoriale, il dottor Bruno Fratus, mi fece sedere e iniziò a leggermi una serie di titoli in programmazione per l’anno successivo.
La De Vecchi lavorava in modo fordista: pagava la stesura del libro e tutti i diritti internazionali per vent’anni se li teneva lei. Ma era una casa editrice puntuale nei pagamenti e, tutto sommato, democratica nei contenuti.
Il titolo che scelsi fu Maghi e mistici del Tibet. Doveva essere un libro un po’ sensazionalistico ed esoterizzante sulle magie dei guru tibetani. Diventò invece una storia del buddhismo tibetano e una rassegna dei i suoi principali aspetti religiosi e filosofici.
Il libro ha mostrato la sua tenuta negli anni: è stato più volte ristampato, fino alla riedizione del 2022 sempre a marchio De Vecchi, ora però parte del Gruppo Giunti, con il titolo Trovare il paradiso in terra.
I segreti degli Indiani d’America (De Vecchi, 1999)

A partire dal Buddhismo tibetano inizia una collaborazione continuativa come autore presso la De Vecchi Editore. Il primo risultato è I segreti degli Indiani d’America.
Questo libro è una vera summa della storia e del pensiero dei nativi americani. Mi ci sono dedicato con passione, cercando di restituire un quadro completo — dalla spiritualità alle tradizioni, dalla storia alla filosofia di vita di quei popoli.
Resta ancora, credo, uno dei miei titoli più venduti. Hanno continuato a ristamparlo per almeno quindici anni con riordini continui — lo so perché avevo un amico libraio che mi teneva aggiornato. L’ho visto tradotto in varie lingue, e una volta l’ho trovato perfino in una libreria a Montreal, in Canada.
Per quanto riguarda l’incasso da parte del vostro benemerito: solito forfait. La gloria, forse, i soldi no.
Le carte divinatorie degli Indiani d’America (De Vecchi, 2000)

Ai tempi andavano molto i libri con allegate le carte – o le carte con allegati i libri. Ce n’erano di tutti i tipi: tarocchi, astrologia, angeli. Mi commissionarono questo. Mi inventai anche il “gioco” divinatorio, ma fu soprattutto una splendida occasione per entrare nei simboli dei nativi americani.
Aneddoto significativo per capire l’editoria padronale dei bei tempi. La prima parte del libro era un riepilogo della storia degli indiani, e io non avevo fatto altro che copiare e incollare una parte del testo del libro precedente. Mi sembrava ovvio.
Ebbene, la redattrice che revisionò il testo informò subito il direttore di produzione, il dottor Conserva, il quale mi chiamò con poliziesca urgenza per sottopormi a una sorta di interrogatorio e farmi confessare il mio crimine, come se avessi rubato un milione di dollari dalla cassaforte.
Alla fine riuscii, non ricordo come, a salvarmi. Ne approfitto per salutare il dottor Conserva: “Ah Consè! Te possino!”.
Il cinema secondo Van Damme (Castelvecchi, 2000)

Con questo libro ritornai per un attimo all’amore per il cinema — quello con la c minuscola, ovviamente.
Lo feci grazie a un altro editore che per me resta geniale: Alberto Castelvecchi, anche lui a mio parere uno dei più significativi editori indipendenti italiani. Un personaggio brillante e solo apparentemente fanfarone — lo era perché gli piaceva sembrare di esserlo.
In realtà è stata la voce del cyberpunk italiano, ha lanciato i futuri Wu Ming (allora Luther Blissett), ha pubblicato l’opera omnia di Deleuze e Guattari… è stato l’unico vero editore sperimentale italiano che io ricordi (insieme a Granata Press di Luigi Bernardi e alla Tunnel edizioni di Cap. Sensibol aka Oddo De Oddis aka Oddone Ricci).
Certo, il mio libro, firmato insieme allo sceneggiatore e saggista Lorenzo De Luca, non figurerà mai come il vertice della sua produzione. Ma resta forse il mio titolo più “seminale”. E soprattutto… amerò per sempre Jean-Claude!
Il libro tibetano dei morti – Guida alla lettura (De Vecchi, 2001)

Non vorrei restituire un’immagine troppo negativa della De Vecchi. Anche se c’erano dei tratti da Gestapo, e anche se il dottor Conserva e compagnia erano più spilorci di Scrooge, ho avuto tante opportunità — soprattutto quella di poter studiare in modo approfondito ed essere pure pagato per farlo.
Perché per ogni libro che scrivevo mi documentavo in modo dettagliato. Compravo decine e decine di libri su argomenti che amavo. E quando si è presentata l’occasione di incontrare la morte, non me la sono certo fatta scappare.
La morte in Tibet, naturalmente.
Penso di aver realizzato una guida ancora oggi preziosa al Bardo Thodol, e di aver contestualizzato il testo originale in modo appropriato ed esaustivo.
Bravo, Bedo.
La Ruota di Medicina degli Indiani d’America (De Vecchi, 2001)

Questo è l’ultimo libro per la De Vecchi che in qualche modo sento ancora vicino spiritualmente.
Nacque dal successo dei precedenti due miei libri sullo stesso argomento, ma non lo replicò. Forse perché il tema era forse troppo specifico, meno immediato. O forse perché la “moda” degli indiani d’America era passata. Resta però un saggio che analizza il più importante simbolo dei nativi americani — la Ruota di Medicina — in modo esaustivo, dalle sue origini alle sue molteplici interpretazioni.
È un libro ricco di riferimenti culturali e spirituali, che mi ha permesso di approfondire la loro visione del mondo circolare e ciclica, profondamente diversa da quella lineare della tradizione monoteistica occidentale.
Lo considero uno dei miei lavori più sentiti di quel periodo.
Le carte divinatorie del Feng Shui (De Vecchi, 2002 – firmato con lo pseudonimo di Silvio Renis)

È l’ultimo libro che ho realizzato per la De Vecchi. Non ricordo perché finì la collaborazione. Non ci fu nessuna causa particolare.
In quel periodo la casa editrice iniziava il suo percorso travagliato: dopo la dipartita del founder, il mitologico signor De Vecchi, la casa editrice fu acquistata da fondi finanziari, poi rivenduta ad altri fondi che la rivendettero ad altri fondi che al mercato mio padre comprò. Insomma, iniziò sostanzialmente la sua fine. Ed era stata una grande casa editrice made in Italy, capace di espandersi con grande intelligenza. Il suo destino direi che è emblematico di come sono andate le cose a livello generale.
Del libro evidenzio le immagini delle carte, realizzate dall’amico ed eccellente artista Fabio Fornasari. Della De Vecchi celebro invece il leggendario dottor Fratus, che peraltro mi mise in contatto con la moglie, allora vicedirettrice del settimanale popolare Visto — quando era RCS — la leggendaria Luciana Frattesi. Un’altra delle pochissime persone che ha creduto in me, e con la quale iniziai una formidabile avventura come collaboratore del settimanale, tra articoli di cronaca rosa e didascalie su Costantino Vitagliano.
Ma questa, come si dice, è un’altra storia.
12 anni di silenzio
Dal 2002 al 2014 non ho pubblicato libri a mio nome. Ma non è stato un silenzio vuoto.
Sono i quattordici anni in cui ho messo giù la testa e lavorato come service, curatore, consulente. Un silenzio di libri, ma saturo di pagine e testi — migliaia, milioni di parole scritte per altri.
In quel periodo ho scritto anche una raccolta di racconti, I chiodi nella fronte, che ho poi tolto dalla vendita. E ho scritto un romanzo, che è stata la mia opera più ambiziosa. Si chiamava Nirodha e ci ho messo due anni a scriverlo, alzandomi alle cinque di mattina.
Il risultato è stato un disastro totale.
Chi l’ha letto non sapeva se piangere o ridere. L’ho inviato a decine di editori ed editor: neanche una pernacchia come risposta. Però è stato grazie a Nirodha, posso dire, di aver definitivamente imparato a scrivere. Ho provato decine e decine di registri, ho sfidato me stesso a una letterarietà che mi mancava. È un libro molto importante per me, proprio per il suo fallimento.
Voglio essere preciso: non è che non è stato capito. Era proprio orribile. Ma scritto bene.
In quegli anni ho fatto anche l’autore, televisivo e teatrale. Altre prove di scrittura molto sfidanti… e stancanti.
Secondo periodo: 2014-oggi
Steve Jobs. Il genio visionario e creativo del tempo (Hachette, 2014)

Il mio ritorno come autore è ancora su commissione. Hachette vuole pubblicare una collezione di libri in edicola sui grandi geni. Incaricano alcuni autori per scrivere le singole biografie. Tra queste non c’è Steve Jobs, e tra gli autori non ci sono io.
Poi l’emergenza: le indagini di mercato rivelano che gli acquirenti vorrebbero Jobs tra le prime uscite. Mancano tre mesi al lancio. Mi chiama Gualtiero Viganò, il direttore editoriale di Hachette — un’altra delle poche persone che ha creduto in me, anzi direi che con lui abbiamo esaurito il conto — e mi chiede se me la sento di intervenire in emergenza. Solo tre mesi per scrivere circa 300 pagine.
Potrei farmi sfuggire una sfida del genere? Manco per sogno. Solo che non ci metto tre mesi, ce ne metto uno. Un mese in cui ho lavorato ventiquattro ore su ventiquattro, arrivando al limite del crollo nervoso. Dormivo tre ore per notte e sognavo Steve Jobs, circondato da enormi floppy disk, che mi urlava addosso: “Fai più schifo di un PC Microsoft!”.
Alla fine il risultato è stato considerato di qualità. Dovette ammetterlo anche il direttore marketing: “È bello ed è scritto bene”, disse, quasi rassegnato.
La follia degli antichi (Area51 Publishing, 2015)

In realtà questo libro nasce prima, dopo il mio lavoro sul romanzo Nirodha. Anche questo è un libro che mostra — penso — una indiscutibile qualità stilistica raggiunta.
Il progetto è ambizioso e incompiuto. Lo si potrebbe definire un esercizio di stile. Ha infatti una fonte di ispirazione nobile: le Vite immaginarie di Marcel Schwob. Ma soprattutto nasce da un’idea folle quanto il titolo: mappare tutti i folli dalle origini a oggi.
Per fortuna sono rinsavito e mi sono limitato ad alcuni antichi.
È stato un flop commerciale, ma l’editore non ha avuto il coraggio di lamentarsi, dato che l’editore ero io.
Il Principio Spirituale (Area51 Publishing, 2019)

Questo è in un certo senso il libro teorico del mio metodo Mind3®. Ma penso sia molto di più.
È un libro che, fuor di metafora, parla di Dio. L’energia di Dio pervade l’universo. Per questo l’universo è intelligente, vivo e spirituale, e per questo in tutta la natura agisce una precisa direzione verso il bene.
E poiché tutti noi siamo parte del tutto-natura, tutti noi siamo fatti della stessa energia dell’universo e in tutti noi è presente questa stessa direzione verso il bene — che in noi si traduce nella direzione verso la guarigione e la realizzazione.
È dunque l’energia di Dio il Principio Spirituale che in questo libro vediamo concretamente in azione sui tre piani della nostra esistenza: conscio, subconscio, superconscio.
Il Viaggio dell’Eroe per la tua crescita personale (Area51 Publishing, 2022)

Il Viaggio dell’Eroe è un modello narrativo che affonda le radici nelle storie e nei miti tramandati dalle culture di tutto il mondo.
Questo libro esplora il potenziale trasformativo del Viaggio dell’Eroe come modello per la crescita personale. Attraverso l’applicazione di questo antico e universale archetipo narrativo alla propria vita, è possibile scoprire un percorso significativo di evoluzione e auto-realizzazione.
Ritengo il Viaggio dell’Eroe un modello radicale e rivoluzionario nel suo approccio al cambiamento e alla trasformazione personale, perché si configura interamente come un viaggio interiore, un’avventura che parte dal profondo di noi stessi, attraversa l’ignoto di noi stessi e culmina in una metamorfosi che ci cambia in maniera definitiva.
A Lezione da Neville Goddard (Area51 Publishing, 2024)

Neville Goddard è uno dei maestri più influenti della spiritualità moderna, e il suo insegnamento ruota attorno a un principio essenziale: l’immaginazione è il vero creatore della realtà.
Questo libro offre un percorso guidato e strutturato per assimilare i suoi insegnamenti e metterli in pratica, sviluppando la consapevolezza del proprio potere creativo e riconoscendo la propria vera natura divina.
Il libro è suddiviso in due parti. La prima, Immaginazione creativa (lezioni 1-14), esplora come l’immaginazione sia il motore della realtà e insegna a usarla consapevolmente per trasformare la propria vita. La seconda, Misticismo creatore (lezioni 15-20), approfondisce la dimensione spirituale del pensiero di Goddard: la creazione non è solo un atto mentale, ma un processo che conduce alla rivelazione della propria natura divina.
Lo Spirito della Genesi per la tua crescita personale (Area51 Publishing, 2025)

Un viaggio spirituale alla scoperta dei misteri della Genesi per risvegliare la consapevolezza e trasformare la visione della vita.
Dalle origini del tempo alla luce che guida il cammino umano, questo libro conduce nel cuore spirituale e metafisico dei racconti biblici, offrendo una chiave di lettura evolutiva profonda e concreta.
Ogni tappa è un’occasione per guardare dentro di sé alla luce degli insegnamenti antichi, riscoprendo nella Genesi non solo una narrazione sacra ma soprattutto un manuale interiore di trasformazione personale.
Questo non è un libro da studiare ma un testo da vivere pagina dopo pagina nel tuo cammino di crescita spirituale e consapevolezza quotidiana.
I grandi maestri di crescita personale – Volume 1 (Area51 Publishing, 2025)

Un viaggio che ricostruisce la genealogia della crescita personale, riportandola alla sua dimensione storica e culturale. Dagli insegnamenti trascendentalisti di Emerson alla visione ispirativa di William Atkinson: le vite, le opere e i messaggi fondamentali dei pionieri che hanno fondato il pensiero della crescita personale.
Non solo un percorso storico e filosofico, ma una vera scuola di crescita personale: concetti, strumenti e ispirazioni da applicare nella vita quotidiana.
In questo primo volume incontrerai — in ordine di nascita — Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau, Samuel Smiles, Prentice Mulford, William James, Helen Wilmans, Orison Swett Marden, James Allen, William Atkinson, Elizabeth Towne.
Per ciascuno scoprirai la vita, le opere e soprattutto come i loro insegnamenti possano ancora oggi guidarti a vivere con più consapevolezza e forza interiore.
Le mie traduzioni
C’è un aspetto del mio lavoro che spesso resta invisibile ma che considero fondamentale: la traduzione.
Ho tradotto personalmente circa 150 opere dei maestri del New Thought e della crescita personale. Tradurre significa entrare dentro un testo, abitarlo, comprenderlo parola per parola. È il lavoro più lento e più profondo che esista in editoria.
Questa scelta mi ha dato un accesso diretto e privilegiato alle fonti originali. È grazie a questo lavoro che ho potuto comprendere in profondità l’evoluzione storica e filosofica del movimento, distinguere le sfumature tra autori diversi, riconoscere le influenze reciproche. Non ho letto questi testi: li ho attraversati.
Tra gli autori che ho tradotto: Prentice Mulford, Helen Wilmans, Elizabeth Towne, Neville Goddard, William Atkinson, Charles Haanel, Wallace D. Wattles, Florence Scovel Shinn, James Allen, Napoleon Hill, Emmet Fox, Ralph Waldo Trine, Christian D. Larson, Robert Collier, Joseph Murphy e molti altri.
Se ti interessa puoi scricare il file pdf con tutte le mie traduzioni aggiornate: è un’ottima mappa per conoscere i maestri del Nuovo Pensiero e della Scienza della mente.